TOSCOLANO MADERNO MERCATO ARTIGIANATO VINTAGE & SHABBY CHIC - Toscolano Maderno (Bs)

TOSCOLANO MADERNO (BS)


Il mercato dell' Artigianato, e  del buon Gusto  si svilupperà sul bellissimo Lungolago Zanardelli inaugurato nell'aprile 2019, un lungo

viale alberato che congiunge i campeggi al cuore di Toscolano Maderno.


Un ricco mercato con artigianato di alta qualità,  eccellenze alimentari e tanto altro da scoprire tutti i week end di giugno, luglio e agosto.


3-4, 10-11, 17-18, 24-25, 31  Luglio

1, 7-8, 14-15, 21-22, 28-29 Agosto

 dalle 10:00 alle 22:00


Quest'anno vogliamo proporre al pubblico dei momenti ludici con il gioco "TROVA LA CARTA".

Abbiamo preso ispirazione da un antico gioco del luogo, una tombola con particolari figure, e ci siamo divertiti a rivisitate le immagini.

Durante le giornate dei mercati verranno nascoste  tre tessere della dimensione di cm 5x5  su alcuni banchi.

Ogni settimana verrano pubblicate le tre tessere su facebook ed esposte  al mercato delle locandine con le figure delle tre tessere da trovare.

Chi avrà l'occhio lungo da individuare la carta, verrà poi accompagnato a ritirare il premio.

La premiazione, verrà pubblicata  sui social, previa liberatoria del vincitore.

Buon Divertimento!!!



Riportiamo di seguito quanto trovato su internet al riguardo:

Nonostante il tempo ed i video games abbiano cancellato il ricordo di tanti giochi di società legati ad un'altra epoca, ve ne sono ancora alcuni che continuano ad essere praticati fra persone di una certa età.

 A Toscolano-Maderno, in alcuni comuni limitrofi e a Brescia è senza dubbio da ricordare il "Gioco romano". Il nome però è quasi sconosciuto a chi lo pratica perchè in dialetto Tosco-Madernese è chiamato "Le cartèle", nel vicino comune di Gargnano "El Fuff", e a Brescia "El Lutì".                     

Si tratta di una normale tombola- praticata quasi esclusivamente da donne e bambini - con 90 numeri contrassegnati da simboli, composta da una cartella principale detta "el cartilù" sulla quale vengono poste le pedine, "i bulì" che vengono estratti da una incaricata chiamata "chèla che tìra sö" da un sacchetto di tela "el sachèt", ben controllato dalle altre partecipanti affinchè non commetta irregolarità. Gli altri giocatori tengono  una o più cartellette (dette "cartèle" dalle quali deriva appunto il nome del gioco) con riprodotti gli stessi simboli, (quindici per ogni cartelletta) ma posti in ordine sparso. Ad ogni estrazione il giocatore appone sul simbolo, ammesso che gli risulti sulla sua cartelletta, un indicatore che ora può essere una moneta ma che cinquant'anni fa era  un bottone, un fagiolo o altro . Il primo che si accorge che gli manca ancora un simbolo per completare la sua cartella deve pronunciare ad alta voce:"ne manca ü" (ne manca uno) in modo che tutti gli altri possano controllare attentamente le loro cartelle ed eventualmente chiedere all'incaricata se per caso alcuni simboli loro mancanti siano stati già estratti. E' questo un momento di "suspence" perchè può capitare che qualche altro abbia, per distrazione,inconsapevolmente già completato la propria cartella divenendo così il vincitore. Quello quindi che completa per primo la "cartèla", diventa il vincitore assoluto, salva la facoltà degli altri di controllarne la veridicità.Durante il gioco l'incaricata viene più volte sollecitata a chiudere il sacchetto e quindi ad agitarlo per evitare imbrogli con la caratteristica parola dialettale:"vulta le bale nel sachèt" (mescola le pedine nel sacchetto)            .

 Il monte premi, così come viene chiamato oggi, è il totale delle somme versate  per ogni cartelletta il cui importo viene stabilito prima dell'inizio della partita(generalmente limitate ad alcune centinaia di lire).

La rappresentazione grafica dei simboli è assai semplice e un pò rozza e dimostra la loro antica origine in quanto legati ad una società semplice, prevalentemente contadina con i suoi attrezzi, i suoi animali domestici e oggetti di uso quotidiano. Con il passar del tempo alcuni simboli hanno subìto delle evoluzioni o s'è perduto il loro significato originario per cui sono stati sostituiti o modificati. Per esempio il n.15 che rappresentava un parallelepipedo esagonale chiamato "le spolverì" è stato sostituito dal disegno di una clessidra.

La caratteristica del gioco è di non citare mai il numero estratto ma solo ed esclusivamente i nomi dei simboli molti dei quali, superati dal tempo, sono ormai indecifrabili per cui la descrizione, sempre in dialetto, è affidata alla fantastica interpretazione dell'incaricata, scelta generalmente tra una delle partecipanti  più spiritose e svelte (almeno a Toscolano-Maderno), per rendere più divertente il gioco.  Gli  stessi simboli inoltre assumono valenze diverse  a secondo della  località dove si pratica il gioco e del corrispondente dialetto locale.   Fino ad alcuni decenni, durante la stagione invernale, si svolgeva, generalmente di domenica, in qualche grande cucina mentre durante la bella stagione addirittura nei cortili o nelle strade  allora non  certamente trafficate come oggi. Ora  le partecipanti si radunano in  appositi locali presso il Centro Sociale di Maderno, nella frazione di Gaino o presso l'Oratorio Femminile di Toscolano, o in case private.

 Poichè, come si è detto, le partecipanti sono esclusivamente donne, vien da sè pensare che questo gioco sia nato in contrapposizione alla tenace abitudine degli uomini di frequentare le osterie per giocare a carte o alla mora e di lasciare le donne a casa per le faccende domestiche.

A proposito delle antiche cartelle del "Fuff" Erminia Bocchio sulla rivista AB ( n.6 Primavera 1986) ha pubblicato un articolo assai interessante.

A Gargnano il "Fuff", che in dialetto locale significa "chiocciola o lumaca” che è rappresentata nella casella n.83, dalla quale ha preso il nome, si gioca ancora in piazza durante le manifestazioni estive. L'autrice ritiene che le origini del gioco siano da ricercare nel "Biribissi", detto anche gioco romano portato a Gargnano dai Veneziani al tempo della Magnifica Patria (1426-1797). Composto da 64 immagini, era molto diffuso nel '700 ma era stato poi vietato in quanto considerato d'azzardo.

Molto divertente è la presentazione del gioco del FUFF,che si è tenuta a Villa di Gargnano nel Ferragosto 1999,da parte di Doriano Gaspari, che riporto qui di seguito

            En piasa de Villa a feragost se fa la tombola

                        I foresti e la zet del posto

            La sera dopo aver cumprà le cartele

                        I jaspeta el Giacomino che el töl sö i numer...

            La sciopana....

                        La ribeba....

            E la zet la taca a rider....

                        Cöl de deter....

            Cöl de föra....

                        Fasöi che va per tera....

            Zet che dis la sò....

                        Ghe en po de confisiù....

            Ambo e terno....

                        Pasta e söcher....

            Se ves en pò de töt....

                        Che cul la fat terno amo na volta!

            Tombola!

                        Te sete usar en mes a la zet.

            Che cul,che furtüna....

                        E i va dal Giacomino a tör cöl che i-ja ves....

            E i turna a cà cuntec d’aver zugà al Fuff a Vila.

           

Lo stesso Doriano Gaspari, confermando che il Giuoco romano o della Pissotta è di origine veneta, datato 1700 circa, conferma che originariamente era formato solamente da 64 numeri e simboli. Questi ultimi, in origine, erano molto importanti perchè all’epoca molte persone non sapevano leggere.      

 

Rispetto al "Biribissi" originario il gioco attuale ed alcune figure hanno subìto alcune modifiche mentre altre, come la carrozza, l'oca, l'uomo del tiro e l'arrotino sono state eliminate e sostituite con attrezzi  da lavoro o utensili domestici, per cui solo 31 degli attuali simboli sono originali; tutti gli altri  hanno subìto delle modifiche ed alcuni sono stati rielaborati in chiave moderna. L'unico simbolo che nel "Fuff" è  stato completamente sostituito è il n.63 detto "la bèla".Nell'edizione Tosco-Madernese  questo simbolo è  rappresentato da una specie di piramide mentre in quello  di Gargnano è disegnata una veduta di un golfo chiamata "la bèla vidìa." Ritengo però che le poche figure rielaborate in senso moderno nel "Fuff, abbiano perso parte della loro antica identità.

 

Poche parole per quello che si pratica a Brescia, denominato “El lutì”(piccolo lotto),"zöc bresà de na olta" (gioco bresciano di una volta) il quale riproduce esattamente tutti i simboli delle "cartèle" e del "Fuff" salvo il n.89  che è  lo scacciapensieri    ("la ribéba")   completamente sostituito con un ago. (Edizioni La Guidina-Brescia)   .

Se sei un espositore e vuoi essere presente a questo mercato, compila i seguenti campi chiedendo informazioni.